Scripta Varia

Final Word of Greeting

Cardinale Peter Turkson: Ecco quindi Santo Padre, siamo molto lieti di accogliervi in mezzo a noi questa sera, avendo una bella conoscenza degli impegni davanti a lei e come è occupato. Questa mattina ha avuto l'udienza generale con tutti, una grande folla lì nella piazza e avendo ancora forza e tempo per noi è un grande, grande piacere. Ecco qui radunati ci sono membri dell'Accademia e ospiti del Pontificio Consiglio di Giustizia e Pace e abbiamo discusso la sua Enciclica Laudato si' come può guidarci verso la COP22 che sarà in Marocco, quindi abbiamo discusso i diversi aspetti dal punto di vista scientifico, dal punto di vista sociale ed economico e dal punto di vista diciamo catechetico e siamo proprio verso la fine, abbiamo deciso di avere un piccolo messaggio che poi vogliamo mandare a Marrakech per promuovere la riunione lì in novembre e aspettavamo soltanto la sua benedizione per chiudere la nostra sessione, grazie.
Il Santo Padre parla in italiano.

Papa Francesco: Prima di tutto saluto cordialmente, ma prima di tutto chiedo scusa, io dovrei essere mandato all'angolo come i bambini quando fanno cose brutte. Cosa è successo? Io ero in una riunione che è un po' di urgenza e hanno sbagliato a guardare nell'agenda della segreteria e dopo di questa ne ho altre due e l'ho detto a questa gente, quando ho saputo del malinteso, ma la colpa è mia, scusate. Almeno sono voluto venire per salutare e ringraziare quello che voi fate. Questo per me è tanto importante. In un dialogo avuto alcuni mesi fa c'erano alcuni scienziati che parlavano della problematica della custodia del creato, di questa responsabilità dopo l'incontro di Parigi e uno di loro ha detto così: "Noi dobbiamo fare di tutto per lasciare un mondo per lasciare ai nostri figli un mondo migliore", e un altro ha risposto: "Ma quando i nostri figli ci saranno, ci sarà un mondo?"
Sembra uno scherzo ma c'è qualcosa di verità. L'altro giorno, quando ho letto che nell'Alaska del nord si è dovuta spostare tutta una piccola città, un villaggio, perché i ghiacciai si sciolgono, un giorno dopo l'altro ma in modo forte e pericoloso, ho pensato a questo dialogo: cosa facciamo noi per custodire questo mondo? E questo è una cosa che ci accomuna tutti. Questo ci accomuna tutti di ogni fede, di ogni pensiero, qualsiasi sia la fede e il pensiero, perché è un problema umano, è un problema nostro, di uomini e donne, nostro: è il problema della nostra cassa comune. E per questo ringrazio di questo incontro, ringrazio voi e ringrazio perché con la vostra riflessione spingete bene affinché questo vada avanti e si prenda coscienza del pericolo dell'umanità. Un anno e mezzo fa è venuto a vedermi un capo di uno stato nel Pacifico, lontano, e mi ha detto che stavano comprando terre in un paese vicino perché il suo paese entro 20 anni non ci sarà più, le acque del Pacifico salgono, e questa è colpa nostra, è colpa nostra, e non è soltanto una cosa fisica, emisferica: è anche una cosa umana, perché questo fa crescere anche la povertà, la miseria nel mondo e per questo mi preoccupa tanto questo tema, mi preoccupa tanto.
Ho cominciato chiedendo scusa, poi ho fatto un po' mia quella domanda "e ci sarà un mondo quando ci saranno i nostri figli?" e finisco un po' ringraziando la vostra preoccupazione per questo problema umano. E' un problema che tocca tutti e tocca la povertà e la miseria di tanta gente.
Grazie, grazie di tutto.

Collegamenti

"Laudato si'" and the Path to COP22 in Marrakech

Atti della Consultazione congiunta 28 settembre 2016 Scripta Varia 128 Vatican City, 2016 E-Pub... Continua