Magistero

27 dicembre 1925

«La Verità come benefica Carità»
Discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico della Pontificia Accademia delle Scienze «Nuovi Lincei»

Il Papa loda la ricerca della verità svolta dall’Accademia e osserva che Cristo, essendo la Parola e la Verità divina, era un maestro che aveva inviato nel mondo gli apostoli col mandato di insegnare. L’impegno storico della Chiesa per la promozione della conoscenza è parte dell’adempimento di questo compito. Sua Santità conclude esprimendo la speranza che l’Accademia «divenga sorgente sempre più ricca di quella benefica carità che è la Verità».

Quello che il bravo Presidente ha detto in principio di questo Anno veramente Santo e benedetto è vero. È stata una grande, una immensa festa di Bene, di Bene proprio benefico, di quello cioè che va direttamente alle anime e tra i popoli. Ma anche quello che avviene qui, dilettissimi figli, quello che voi fate, è pure del Bene. È il Bene che si chiama verità, che della Verità prende il nome, la forma, l’aspetto, ma che è del Bene vero, del Bene anch’esso propriamente e preziosamente benefico.
Voi Ci facevate pensare – allorché sembravate contrapporre la Verità, che voi qui ricercate, al Bene al quale la Divina Bontà Ci ha dato di partecipare – a quello che il grande scrittore cattolico, Alessandro Manzoni, dice di Federico Borromeo e della fondazione di quella sua cara Ambrosiana, che fu anche Nostra e a Noi sì cara. Dice lo scrittore: «Ma pensate che generoso, che giudizioso, che benevolo, che perseverante amatore del miglioramento umano dové essere colui che volle una tal cosa, e la volle in quella maniera, e l’eseguì in mezzo a quell’ignorantaggine, a quell’inerzia, a quell’antipatia generale per ogni applicazione studiosa». Eppure c’è oggi chi pensa che il denaro speso a quel modo sia stata la sua elemosina più benefica.
Ma c’è, in questo, campo un’autorità anche più alta e sacra della bella, simpatica, gentile figura del Cardinale Federico Borromeo.
C’è Iddio stesso che si chiama Verità. E quella prima, essenziale, divina generazione, che esprime tutta la perfezione della Divina Essenza, è il Verbo, e Verbo significa Verità. E quando Iddio pensa a salvare il mondo è il Verbo, è questa Divina Verità che viene a salvarlo. E quando sta salvando gli uomini, è del titolo di Maestro che più si compiace, e lo accetta e lo approva: Vocatis me magistrum et bene dictis; sum etenim.1 E quando manda gli Apostoli ad annunziare al mondo la Redenzione, dà loro, prima di ogni altro, il mandato di insegnare:: Euntes docete.2 È veramente il grido di Colui che aveva detto: La Verità vi farà liberi, Veritas liberabit vos.3
È così che, per adempiere in questa parte importantissima la loro missione, i Romani Pontefici, i gloriosi Nostri Antecessori, così magnificamente, così splendidamente, così eroicamente anche, attesero di continuo a radunare, in questa mirabile Nostra Vaticana Biblioteca, quei tesori di cui voi, E.mo Cardinale Ehrle, e Noi, dopo voi, siamo stati i fortunati custodi. Allorché i Romani Pontefici questo facevano, non pensavano che di adempiere una parte, una notevolissima parte del loro Apostolico Ministero.
È dunque congratulandoCi di tutto cuore di quel gran bene che voi qui fate, di quello che abbiamo or ora sentito, di quanto avete raccolto in tutti i luminosi campi della verità; e augurando che questa Accademia divenga sorgente sempre più ricca di quella benefica carità che è la Verità, che di tutto cuore impartiamo a voi, ai vostri lavori e a tutto quello che ciascuno di voi ha maggiormente a cuore, l’Apostolica Benedizione.

1 Gv 13:13.
2 Mt 28:19. Cf. Mc 16:15 ss.
3 Gv 8:32.