Magistero

14 dicembre 1924

«La misteriosa mutua appartenenza tra il Bene e la Verità»
Discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico della Pontificia Accademia delle Scienze «Nuovi Lincei»

Pio XI elogia il lavoro dell’Accademia e osserva come ci sia un reciproco legame tra il bene e il vero, come ben sanno gli Accademici grazie alla loro attività scientifica.

Il S. Padre disse che, dopo quanto Gli è stato dato di vedere, e quanto ha udito e nelle comunicazioni e nelle note successive, così piene di luminosi raggi e di radiose speranze per il bene non solo della scienza ma anche dell’umanità, Gli sembra non Gli resti altro se non porgere alla sua Accademia, cara e brava, tutte le congratulazioni, sia per quello che in questo anno di intensa attività scientifica essa ha raccolto nel campo degli studi, sia per tutti i tesori di simpatie che nel mondo scientifico è venuta sempre più largamente acquistando, sia per le belle, preziose, fresche, novelle acquisizioni di soci, che oggi culminano nell’E.mo Cardinale Ehrle.
In tutto questo – proseguì il Papa – è bene il suggerimento e il fulcro, l’argomento e la fiducia degli auguri che, come d’istinto, vengono ad aggiungersi alle Nostre congratulazioni. Se gli studi avviati, se i risultati ottenuti, se le simpatie suscitate, se le novelle forze di così validi nuovi membri vengono, per così dire, in aiuto dei Nostri auguri, in un modo anche più distinto corrisponderà l’Accademia a quell’alta, nobile responsabilità scientifica che è stata ora così opportunamente e meritamente ricordata; così che a tutti i grandi titoli di fiducia nel bello, glorioso, felice avvenire della Nostra cara Accademia, se ne aggiungono molti altri ancora.
Siamo ben lieti che tutto ciò si verifichi nell’imminenza dell’Anno Santo Giubilare, ed a nessuno dei presenti parrà strano questo richiamo.
Dapprima, continuò il S. Padre, l’Anno Santo rappresenta, per Noi in particolare, una più vasta, più calda, più cordiale assemblea di tutto il mondo cattolico; una unione di preghiere secondo le Nostre intenzioni, e, naturalmente, a parte di queste intenzioni sono gli auguri che facciamo all’Accademia. Ma un’altra riflessione è ancora più confortante e largamente istruttiva. Che cosa sarà l’Anno Santo Giubilare se non un più alto richiamo, un più generoso slancio verso una più grande purificazione, una più sublime elevazione, una più diligente ricerca e pratica del bene? Ed è – voi lo sapete per felice esperienza – tra il Bene e la Verità una misteriosa mutua appartenenza; così che tra l’uno e l’altra è una scambievole corrispondenza e giovamento. E così l’imminenza dell’Anno Santo Giubilare è per voi ancora una fiducia di sempre più larga messe di bene, alla quale voi darete il meglio della vostra spirituale attività.
Il S. Padre concluse dichiarando desiderare e volere che sia di nuovo pegno e segno, nuova fiducia al pieno compimento delle Sue intenzioni e dei Suoi auguri, l’Apostolica Benedizione che di tutto cuore imparte.