Magistero

16 dicembre 1928

«L’importanza dell’Accademia e della Specola Vaticana»
Discorso per l’inaugurazione dell’anno accademico della Pontificia Accademia delle Scienze «Nuovi Lincei»

Pio XI elogia l’attività dell’Accademia e della Specola Vaticana e plaude alle conquiste del generale Nobile.

Sua Santità disse che ben volentieri avrebbe dato tra qualche istante la Benedizione Apostolica che il Rev. Padre Gianfranceschi, così ben meritante Presidente dell’Accademia, aveva chiesto, e l’avrebbe data sul così nobile lavoro degli accademici, e passato e futuro, vale a dire in particolare quello che essi si propongono nell’ora inaugurato nuovo anno accademico.
Ma voleva prima – e non poteva non volere – dire alcune parole innanzitutto per quel dovere che è sempre urgente non appena si presenta, di ringraziare per il gesto filialmente devoto, per il pensiero di riconnettere, di ricordare con i lavori del nuovo anno accademico (negli splendori dunque delle scienze con tanto profitto coltivate), il pensiero e la memoria del Suo giubileo sacerdotale, un pensiero ed un ricordo che sono veramente quelli di tanti inestimabili e impagabili benefizi che la Divina bontà e misericordia Gli ha compartiti.
Alla parola del ringraziamento doveva aggiungere, e lo faceva con la più vera paterna compiacenza, la parola della congratulazione più sincera per i meriti scientifici che anche nell’ultimo anno accademico essi avevano così nobilmente accumulato nel campo del sapere. Aveva potuto lo stesso Santo Padre ammirarne un saggio col dare un’occhiata, per quanto alla sfuggita, un’occhiata veramente furtiva in mezzo a tutte quelle altre occupazioni che gli antichi classicamente chiamavano negotia (e propriamente in confronto delle lettere e delle scienze), ai due volumi che così devotamente e filialmente Gli erano stati presentati.
Non poteva però non ricordare un altro volume che la modestia aveva impedito al padre Hagen di ricordare, ma che rientra pure nell’ambito scientifico della famiglia accademica e della stessa vaticana famiglia e propriamente della Specola Vaticana. Intendeva dire l’ultimo e veramente glorioso volume del catalogo astrografico col quale si annunzia al mondo scientifico la chiusura del gloriosissimo lavoro compiuto dalla Specola Vaticana, in collaborazione con tante altre illustri specole di tutto il mondo, alcune delle quali è ben vero che l’hanno preceduta, ma in così poco numero che l’arrivo dell’ultimo volume del padre Hagen non si deve mettere tra l’arrivo dei buoni ultimi, ma bensì tra l’arrivo dei buoni primi; ed è per questo che il Santo Padre era lietissimo di porgere a lui le Sue più vive congratulazioni.
Sentiva poi Sua Santità il bisogno di aggiungere un’ultima parola per dire quanto era lieto e felice di poter esprimere anche qui i sentimenti che aveva destato nel Suo spirito quella grande impresa di cui era lì presente l’ideatore e, poteva ben dirsi senza esagerazione, l’eroico esecutore, il generale Nobile; quei sentimenti che Lo avevano costantemente animato e che certamente debbono animare quanti hanno il senso delle cose veramente belle, veramente grandi, veramente degne di lode; voleva dire l’apprezzamento dei risultati scientifici veramente grandi e importanti, anche se non destinati, come si dice, al gran pubblico, anche se non aventi virtù di riscuotere quei facili applausi che agevolmente raccolgono imprese fortunate anche se poco meritorie e poco utili; voleva dire la simpatia per tutti i nobili ardimenti sapientemente preparati e accuratamente meditati per alti fini e per nobili mète; voleva dire il plauso sincero a quello spiegamento di alte e grandi virtù di costanza, di tenacia, di fortezza vera, di pazienza, di resistenza eroica, virtù d’altra parte così generose e benefiche, come era stato con sì devoto sentimento ricordato, virtù di solidarietà umana, di umana benevolenza, di umana e cristiana carità in soccorso di bisogni così grandi e di necessità così stringenti; voleva dire l’ammirazione che nessuno ha potuto ricusare, né ricusare mai potrà ad una di quelle gesta che toccano le più alte bellezze e sublimità che possono incontrarsi nella vita, alle gesta che ha fatto del generale Nobile, come era stato detto così bene, il Crociato del Polo.
Il Santo Padre chiuse il suo discorso con la Benedizione impartita sui presenti, e su tutti i loro affetti ed intenzioni.