Magistero

3 ottobre 1964

3october1964

Discorso per la Sessione plenaria e la Settimana di studio su «Cervello ed esperienza cosciente»

Dopo aver osservato che la coscienza è una realtà connessa all’attività spirituale dell’anima, il Sommo Pontefice dichiara che «la Chiesa non teme il progresso della scienza». Anzi, è amica di ogni vero scienziato. Prosegue dichiarando che mentre in passato il mondo scientifico ha suscitato opposizione verso la religione, oggi gli scienziati sono più aperti ai valori religiosi perché si rendono conto che una scienza incontrollata può costituire una minaccia per l’uomo. Il Papa conclude affermando che la Chiesa è pronta a offrire consigli agli scienziati quando incontrano interrogativi che «trascendono il dominio della scienza», in particolare quelli relativi alla «origine e… al destino dell’uomo e del mondo».

Cari Signori,
nel momento in cui si conclude la Settimana di studio organizzata dalla Pontificia Accademia delle Scienze sul tema «Cervello ed esperienza cosciente», abbiamo desiderato venire di persona a portarvi il nostro saluto, i nostri ringraziamenti, la rinnovata espressione dell’interesse con il quale seguiamo lo svolgimento e il progresso delle vostre attività scientifiche.

1. Salutiamo anzitutto con gioia il Presidente e i membri qui presenti dell’Accademia, e diamo anche il più cordiale benvenuto agli scienziati di diversi Paesi che hanno accolto l’invito a partecipare a questa sessione. La loro sola presenza qui chiede già da parte nostra una viva riconoscenza: riconoscenza ancora maggiore, se consideriamo i dotti contributi che hanno voluto portare a questa riunione scientifica. Per il numero e il valore di questi contributi, essi conferiscono alla Pontificia Accademia delle Scienze un’animazione, il cui apporto si riflette non solo sulla Santa Sede, ma – osiamo affermarlo in quanto risponde alla nostra convinzione – sullo stesso mondo scientifico.
Abbiamo potuto esaminare la serie dei lavori già pubblicati nella raccolta ufficiale dei Commentarii della Pontificia Accademia delle Scienze, e così pure i tre volumi della Miscellanea Galileiana, di cui ci è stato fatto omaggio a vostro nome. Ci rallegriamo profondamente per questi numerosi segni della vitalità della vostra Accademia, il cui merito spetta a voi: per questo di gran cuore ci congratuliamo con voi e ve ne ringraziamo.

2. Non è nostra intenzione – certamente non ne dubitate – di commentare con voi il tema che avete affrontato in questi giorni con tanta competenza e rigore scientifico. Vorremmo solo dire una parola per sottolinearne l’importanza e rivelarne la parentela – se così possiamo dire – con i campi in cui si esercita essenzialmente la nostra stessa attività. Intendiamo riferirci a quelli delle scienze morali e religiose.
«Cervello ed esperienza cosciente», basta vedere associati questi due termini, per comprendere che voi trattate qui ciò che nell’uomo è più specificamente umano, ciò che si avvicina di più ai meccanismi della sua psicologia, ai problemi della sua anima. Certamente, parlando di «coscienza», voi non intendete indicare la coscienza morale: il rigore stesso dei vostri metodi vi impone di non oltrepassare il campo strettamente scientifico che vi appartiene. Quello cui voi vi riferite esclusivamente è la facoltà di percepire e di reagire alla percezione, cioè il concetto psicofisiologico, che costituisce una delle accezioni della parola «coscienza».
Ma come non vedere la stretta connessione esistente tra i meccanismi cerebrali, quali risultano dai dati della sperimentazione, e i processi superiori, che interessano l’attività propriamente spirituale dell’anima?

3. I vostri lavori, come vedete, sono preziosi ai nostri occhi, in ragione del campo in cui si svolgono, in ragione delle loro affinità, così strette, con quello che interessa soprattutto un potere spirituale come il nostro: il campo delle attività morali e spirituali dell’uomo.
Ma, allargando l’orizzonte della nostra osservazione, vorremmo cogliere questa occasione che ci viene offerta, per riaffermare dinanzi a voi l’atteggiamento di stima e di fiducia della Chiesa nei confronti del pensiero scientifico in generale.
La Chiesa non teme il progresso delle scienze. Ella entra di buon grado in dialogo con il mondo creato e si compiace per le meravigliose scoperte che vi fanno gli uomini di scienza. Ogni vero sapiente è per lei un amico, e nessun campo del sapere le è estraneo. La stessa varietà degli argomenti di studio della Pontificia Accademia delle Scienze non è di per sé una prova di questo «ecumenismo culturale» della Chiesa, della sua apertura verso ogni vero e reale progresso nel campo delle scienze, di tutte le scienze?
La Chiesa segue con attenzione questo progresso. Ella è attenta anche alle espressioni spirituali che accompagnano la ricerca scientifica. Queste espressioni variano a seconda dei tempi e dei luoghi, e la loro evoluzione è oggetto di grande interesse da parte della Chiesa.
Il mondo scientifico, che nel passato ha spesso assunto atteggiamenti di autonomia e di autosufficienza, da cui derivava un riflesso di sfiducia – se non di disprezzo – per i valori spirituali e religiosi, è toccato oggi, invece, dalla coscienza della complessità dei problemi del mondo e dell’uomo, e risente di una certa insicurezza e timore di fronte alla possibile evoluzione di una scienza abbandonata senza controllo al suo proprio dinamismo. Così, la bella sicurezza dei primi tempi ha dato luogo, presso molti, a una salutare inquietudine, attraverso cui l’anima dello scienziato di oggi si apre più facilmente ai valori religiosi e intravvede, al di là delle prodigiose acquisizioni della scienza nel dominio della materia, i misteri del mondo spirituale e gli splendori della trascendenza divina.
Come potrebbe la Chiesa non rallegrarsi di questa felice evoluzione? Ella è accanto a voi nei vostri lavori, cari signori, siatene certi, è sempre pronta a offrirvi i lumi di cui è custode, quando le vostre ricerche scientifiche vi porteranno sulla soglia delle gravi domande che trascendono l’ambito scientifico e in tutti i tempi si sono poste alla coscienza umana: le domande sull’origine e sul destino dell’uomo e del mondo.
Ricevete da Noi, cari Signori, queste considerazioni troppo brevi, che non vogliono essere altro che un cordiale attestato della Nostra stima per le vostre persone e per il vostro lavoro, e del profondo interesse con cui la Chiesa segue l’evoluzione del progresso scientifico nel mondo moderno. Noi formuliamo gli auguri migliori per il pieno successo della presente sessione e invochiamo su di voi, e sulla felice continuazione delle vostre attività scientifiche, i più abbondanti doni divini.

Collegamenti

Cervello ed esperienza cosciente

Study Week, 28 September - 3 October 1964 Scripta Varia 30 Vatican City, 1965 pp. xlvii-885 ... Continua