Magistero

23 ottobre 1976

Discorso per la Sessione plenaria e la Settimana di studio su «I prodotti naturali e la protezione delle piante»

Il Sommo Pontefice afferma che lo scopo della scienza è «servire l’uomo». La preoccupazione ecologica della settimana di studio rientra in questa finalità e Paolo VI osserva che lo stimolo del «progresso della scienza a servizio dell’uomo rappresenta l’obiettivo istituzionale» dell’Accademia. La composizione di questo organismo, rappresentativo di molte aree disciplinari, testimonia dell’universalità della scienza e nel contesto di tale universalità l’Accademia può «per favorire una vita più solidale e pacifica tra le nazioni». Il Papa evidenzia inoltre come la Chiesa abbia sempre valorizzato gli scienziati – i «cercatori della verità» – e sottolinea che la Chiesa apprezza i valori positivi della scienza moderna, che «non sono senza rapporto con l’opera di salvezza di cui essa ha ricevuto il carico».

Eccellenze,
siamo felici di accogliervi in udienza speciale al termine della vostra Settimana di studi, il cui tema centrale rivestiva un interesse del tutto particolare: «I prodotti naturali e la protezione delle piante». Vi salutiamo tutti molto cordialmente e teniamo ad assicurarvi che sinceramente apprezziamo la preziosa opera che voi compite, con piena dedizione e spirito di sacrificio, a vantaggio del progresso scientifico. La nostra stima è tanto più viva in quanto la vostra maggiore preoccupazione, lo sappiamo, è di essere al servizio dell’uomo, e questo è anche l’obiettivo finale della vostra ricerca. Voi sentite in voi profondamente la solidarietà che vi lega all’umanità di oggi e di domani, e perciò adottate un atteggiamento che è quello di ogni serio scienziato, l’atteggiamento di colui che – come abbiamo avuto l’occasione di sottolineare nel nostro incontro dello scorso anno – «deve porsi lealmente la domanda circa l’avvenire terrestre dell’umanità e, da uomo responsabile, concorrere a prepararlo, a difenderlo, a eliminarne i rischi».1
Il tema scelto per questa Settimana riflette questa sollecitudine in modo chiaro: di fronte agli agenti nocivi che minacciano le piante, i cui frutti direttamente o indirettamente costituiscono la principale fonte di sussistenza per l’essere umano, la protezione si realizza oggi soprattutto mediante i prodotti chimici di sintesi; ma questi ultimi suscitano preoccupazioni sempre più forti, dati i loro possibili effetti tossici a distanza sull’uomo, anche a ragione delle modificazioni che introducono nell’ambiente naturale, aventi per conseguenza delle perturbazioni nell’equilibrio ecologico. Questo spinge lo scienziato a intervenire per studiare le possibilità di utilizzare, per tale opera di protezione, delle sostanze naturali che si trovano già nell’ambiente e non dovrebbero pertanto provocare danni ecologici. Questo è esattamente il tema della vostra Settimana.
Noi ci auguriamo che questa possibilità di confrontare e discutere i risultati delle vostre ricerche in questo campo abbia contribuito efficacemente a far progredire la conoscenza scientifica dei mezzi di difesa di cui l’uomo dispone. Possa essa favorire anche la messa in atto di forme di difesa che non risultino nocive alla salute. Stimolare il progresso delle scienze al servizio dell’uomo rappresenta il fine istituzionale di questa Accademia Pontificia delle Scienze.
Ci piace ricordarlo in questa circostanza, perché celebriamo quest’anno il quarantesimo anniversario della sua fondazione, ad opera del nostro predecessore Pio XI. Il Motu Proprio che istituiva questo nuovo organismo ne definiva così gli scopi: «Il nostro voto e il nostro desiderio è che gli Academici Pontificii, grazie al loro e nostro Istituto, favoriscano sempre più e sempre meglio il progresso delle scienze e noi non domandiamo loro nient’altro, poiché questo nobile scopo e questo elevato compito costituiscono il servizio che ci attendiamo da questi uomini che cercano la verità»2
Questi quarant’anni di attività non hanno deluso tale aspettativa: attraverso le Settimane di studio, i gruppi di lavoro, le pubblicazioni scientifiche e le altre iniziative dei decenni trascorsi, la Pontificia Accademia – lo diciamo rendendoci interpreti della vostra legittima fierezza – ha dato un valido contributo non solo al progresso delle conoscenze scientifiche, ma anche alla causa della cooperazione e della comprensione tra gli uomini.
La composizione stessa dell’Accademia, che accoglie uomini di scienza senza distinzione di nazionalità, di religione, o di opinione, sottolinea efficacemente questa universalità della scienza, elemento primo di incontro e di intesa tra i popoli. La scienza tende per sua natura a oltrepassare i limiti che gli uomini si sono dati alzando tra di loro delle frontiere: essa ricerca una verità che, come tale, non ammette alcuna colorazione politica, ed essa si dedica a questa ricerca con dei metodi razionali, che non possono non essere gli stessi per tutti gli scienziati, quale che sia la loro origine. Essa favorisce quindi una mentalità che permette un dialogo fiducioso, sincero e rispettoso con tutti quelli che si trovano impegnati nel comune destino dell’umanità. Appare allora ben chiaro quale strumento di reciproca comprensione e di pace possa rappresentare una seria ricerca scientifica, e quale aiuto l’Assemblea che voi costituite possa dare, sotto questo punto di vista, per favorire una vita più solidale e pacifica tra le nazioni.
La Chiesa ha sempre salutato, e in maniera particolarmente vigorosa alla conclusione del Concilio, i ricercatori di verità, che sono gli uomini di scienza, i cui sentieri non sono estranei ai suoi.3 Non soltanto essa riconosce la legittima autonomia metodologica della scienza moderna,4 ma essa saluta, nel mutamento che quest’ultima introduce nel modo di pensare e di vivere, valori positivi, che non sono senza rapporto con l’opera di salvezza di cui essa ha ricevuto il carico. Per questo la Chiesa ha bisogno di voi, del vostro esigente senso della ricerca e del vostro amore per la verità.
Vi incoraggiamo dunque a continuare generosamente nel vostro cammino di ricercatori coscienziosi, tesi verso la conquista di nuove possibilità per il progresso umano. Riprendendo ancora un’espressione del grande Pontefice Pio XI, noi esprimiamo l’augurio che «questa Accademia divenga una sorgente sempre più ricca di questa benefica carità che è la verità».5 E questo augurio noi lo accompagniamo con preghiera, chiedendo a Dio onnipotente, sorgente della vita e dello spirito umano, di assistervi nella ricerca al servizio dell’umanità e di benedire personalmente voi e coloro che vi sono cari.

1 AAS 67 (1975), p. 268.
2 Cf. AAS 28 (1936), p. 424.
3 Cf. Paolo VI, Nuntii quibusdam hominum ordinibus dati, Messaggio agli uomini della cultura e della scienza, AAS 58 (1966), pp. 18-19.
4 Cf. Gaudium et Spes, n. 36.
5 Cf. Discorso per la seduta del 27 dicembre 1925 dell’Accademia Pontificia delle Scienze,
«Nuovi Lincei»..

Collegamenti

I prodotti naturali e la protezione delle piante

Study Week, 18-23 October 1976 G.B. Marini-Bettòlo (ed) Scripta Varia 41 Vatican City, 1977 pp.... Continua