Magistero

22 ottobre 1977

Discorso per la Sessione plenaria e la Settimana di studio su
«Il ruolo dell’immunità non specifica nella prevenzione
e nel trattamento del cancro»

Il Papa dichiara che i veri scienziati – tutti quelli che operano con dignità – promuovono la conoscenza scientifica «secondo l’invito del Creatore» e, «con la responsabilità che deriva dalla coscienza morale», favoriscono un progresso tecnologico che sia in armonia con la vocazione dell’uomo e il suo bene integrale. Così, per esempio, i tentativi per trovare delle cure contro il cancro, «una terribile afflizione», costituiscono un «alto servizio all’umanità».

Signor Presidente,
Signore, Signori,
siamo molto lieti di ricevere la vostra visita per due ragioni: la presenza del Consiglio dell’Accademia Pontificia delle Scienze e quella di eminenti cancerologi.
In effetti, siamo sempre pronti a incoraggiare l’attività della nostra Accademia, promossa attivamente dal suo Presidente e dal suo Consiglio. La Santa Sede intende in tal modo onorare, nella persona dei membri di questa Istituzione pontificia, e attraverso di loro, tutti coloro che illustrano degnamente la scienza. Poiché essi contribuiscono, scrutando obiettivamente l’immenso dominio delle realtà fisiche e biologiche, ad assicurare un autentico progresso delle conoscenze scientifiche, secondo l’invito del Creatore, ed a preparare un progresso tecnico in armonia con la vocazione e il bene integrale dell’uomo, e quindi con la responsabilità che deriva dalla coscienza morale.
Stamane, il nostro interesse si concreta e si accresce in quanto voi avete dedicato, con gli specialisti che siamo felici di salutare, una settimana di studio a quello che, giustamente, è oggetto di una profonda preoccupazione dei nostri contemporanei: il modo di prevenire e curare il cancro.
Voi avete concentrato la vostra attenzione sull’immunità non specifica in questo campo. Noi stessi attribuiamo grande importanza a questi lavori, in quanto condividiamo l’inquietudine dei nostri fratelli e l’ardente desiderio di Cristo di vedere i malati sollevati o guariti dalle loro infermità. E in questo caso si tratta di una piaga tremenda che colpisce, in maniera troppo spesso ancora irrimediabile e in mezzo a dure sofferenze, un gran numero di persone di tutti i paesi, anche relativamente giovani. Il male è tanto più sensibile, in quanto i suoi meccanismi appaiono legati ai normali processi di riproduzione cellulare, nei quali creano una grave anarchia.
A fianco degli interventi chirurgici e delle cure radiologiche, che hanno già realizzato grandi progressi – col rischio, tuttavia, di agire sia sulle cellule normali che su quelle cancerose dei tumori – voi avete voluto approfondire la ricerca di una nuova via, utilizzando i mezzi immunologici e immunochimici, per attivare le difese proprie dell’organismo o per bloccare la proliferazione delle cellule neoplasiche. Noi vi ringraziamo vivamente di averci messo a parte dei risultati dei vostri lavori. Noi ci auguriamo che essi contribuiscano a preparare il progresso medico, al quale tanti aspirano, medici, malati, parenti di malati. Noi ci complimentiamo con voi per questo grande servizio all’umanità e di gran cuore imploriamo su voi e i vostri cari le benedizioni di Dio, Fonte di vita e Salvatore.

Collegamenti

Il ruolo dell’immunità non specifica nella prevenzione e nel trattamento del cancro

Study Week, 17-21 October 1977 Michael Sela (ed) Scripta Varia 43 Vatican City, 1979 pp. xxxv-589 ... Continua