Sognando una ripresa migliore

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Rapporto del seminario della

Pontificia Accademia delle Scienze Sociali e della

Pontificia Accademia delle Scienze

“SOGNANDO UNA RIPRESA MIGLIORE”

Casina Pio IV, Città del Vaticano, 14 maggio 2021

 

L’uscita dalla crisi attuale e dal presente stato di confusione a livello mondiale richiede il superamento del globalismo dell’egoismo e dell’esclusione, oltre che della cultura dello scarto. Infatti, l’aumento delle disuguaglianze e della fame pone gravi sfide etiche, economiche e politiche alle quali i policy maker, la società civile e la comunità imprenditoriale devono reagire.

Papa Francesco, come molti altri leader, ha sottolineato la necessità di una ripartenza dell’economia e della politica mondiale sulla base della solidarietà e della fraternità, nella prospettiva dello sviluppo umano integrale. A partire dagli anni ’80, infatti, una molteplicità di concause, tra cui la globalizzazione dell’indifferenza, un uso errato delle opportunità offerte dal digitale e cambiamenti nelle istituzioni, ha generato forti effetti centrifughi nelle economie, intensificandone la frammentazione.

Per affrontare disuguaglianza e povertà, dunque, sono necessari profondi cambiamenti nella politica internazionale e nell’architettura finanziaria. Occorre predisporre programmi integrali sia per combattere il cambiamento climatico e le pandemie, sia per trasformare il sistema alimentare.

La buona notizia è che, in linea di principio, abbiamo già le risorse umane, naturali, scientifiche e tecnologiche per garantire che tale ricchezza, nonché i guadagni derivanti dalla libera circolazione del capitale e del lavoro, siano distribuiti equamente tra i vari paesi e gruppi sociali. Ma bisogna volerlo.

Il Cancelliere della PAS/PASS, Mons. Marcelo Sánchez Sorondo, il Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze, Joachim von Braun, il Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, Stefano Zamagni, e il Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati, Mons. Paul R. Gallagher, hanno tenuto i discorsi di apertura del seminario.

Le Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali, impegnate a promuovere la scienza con particolare attenzione agli aspetti etici, sociali e spirituali, studiano infatti da tempo le questioni all’ordine del giorno di questo seminario, come evidenziano le nostre recenti conferenze e dichiarazioni.

A titolo di esempio:

Salute delle persone e salute del pianeta: la nostra responsabilità. Cambiamenti climatici, inquinamento atmosferico e salute e relativo volume

Scienza e innovazioni per un Sistema alimentare sostenibile – Preparativi per il UN Food Systems Summit 2021 

Scienza e sopravvivenza. La SARS-CoV-2 e i rapporti tra i rischi per la vita sul nostro pianeta e le opportunità che la scienza ci offre per risolverli

Le Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali hanno perciò voluto invitare al seminario – svolto secondo la Chatham House Rule – attori di spicco sulla scena mondiale con l’intento di tradurre i dati della scienza in azione, al fine di superare il momento critico e rendere possibile una ripresa significativa, inviando un forte e realistico messaggio di speranza.

Un primo Panel ha affrontato il tema della Solidarietà finanziaria e fiscale – Cancellazione del debito per i Paesi in via di sviluppo e architettura internazionale e fiscale

Le conseguenze del Covid19 sulle persone, e soprattutto sui poveri, sono estremamente gravi. L’accesso ai vaccini e l’equa condivisione degli stessi sono problemi mondiali. Nei prossimi tre anni affronteremo probabilmente la più grande ondata di ristrutturazioni del debito simultanee della storia. Il G20 si è recentemente impegnato nell’iniziativa sulla Sospensione del Servizio sul Debito (Debt Service Suspension Initiative – DSSI) che, se attuata con successo, sarà fondamentale per la stabilità globale. Allo stesso tempo, un tale processo deve coinvolgere il settore privato. Mentre i paesi cercano di ridurre il debito, i loro pagamenti andrebbero sospesi senza interessi. Inoltre, a parte l’aiuto ai 77 paesi più poveri, lo stesso procedimento potrebbe essere esteso anche ai paesi in via di sviluppo a medio reddito.

Tali tematiche sono state affrontate da

  • Janet Yellen, Segretaria al Tesoro degli Stati Uniti
  • Kristalina Georgieva, Direttrice Generale del Fondo Monetario Internazionale

I due discorsi sono stati seguiti dalle seguenti dichiarazioni individuali e da una discussione generale

  • Jeffrey Sachs, Professore
  • Arturo Herrera, Ministro dell’Economia del Messico
  • Wolfgang Schmidt, Segretario di Stato, Ministero delle Finanze della Germania
  • Nadia Calviño, Ministra dell’Economia della Spagna
  • Daniele Franco, Ministro dell’Economia e delle Finanze d’Italia
  • Martín Guzmán, Ministro dell’Economia dell’Argentina
  • Joseph Stiglitz, Premio Nobel per l’Economia

Un secondo Panel ha affrontato il tema della Sostenibilità ecologica integrale: Cambiamento climatico e trasformazione sostenibile ed equa del sistema energetico e alimentare

Le Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali – così come le comunità scientifiche globali – hanno da tempo messo in guardia dagli impatti del cambiamento climatico, sottolineando la necessità di limitare il riscaldamento globale a 1,5°C. La trasformazione delle economie basate sui combustibili fossili è troppo lenta. I sistemi alimentari sono allo stesso tempo causa e vittima del cambiamento climatico.

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla pubblicazione di strategie nazionali di trasformazione dell’energia e dell’economia ecologica, comprendendo anche i sistemi alimentari. I segnali incoraggianti stanno aumentando, ma una transizione armoniosa sarà raggiunta solo integrando, coordinando e completando gli interessi dei Paesi in via di sviluppo e quelli delle popolazioni povere ed emarginate. È fondamentale mobilitare i finanziamenti del settore pubblico e privato per affrontare la transizione energetica verso il net-zero e aiutare i paesi vulnerabili a far fronte agli impatti del clima sulla salute e sulla sicurezza alimentare delle loro popolazioni. Tutte le nazioni e il settore privato, così come i consumatori, devono contribuire ad alzare l’asticella dell’ambizione climatica per evitare di superare la soglia di 1,5°C.

Questi temi sono stati affrontati da

  • Félix Tshisekedi, Presidente dell’Unione Africana e Presidente della Repubblica Democratica del Congo
  • John Kerry, Inviato Speciale del Presidente degli Stati Uniti per il Clima

I due discorsi sono stati seguiti dalle seguenti dichiarazioni individuali e da una discussione generale

  • Veerabhadran Ramanathan, Accademico PAS
  • Raj Shah, Presidente della Fondazione Rockefeller
  • Axel van Trotsenburg, Direttore Generale delle Operazioni della Banca Mondiale
  • Rebeca Grynspan, Segretaria Generale Iberoamericana
  • Gustavo Beliz, Accademico PASS e Ministro degli Affari Strategici dell’Argentina
  • Julie Kozack, Vicedirettrice del Dipartimento dell’Emisfero Occidentale del FMI

Osservazioni e implicazioni

Sebbene le consultazioni non mirassero a un generale consenso, dalla prospettiva delle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali sono emersi, direttamente e indirettamente, importanti appelli all’azione:

1. Il mondo post-Covid va ripensato secondo lo spirito dell’Enciclica di Papa Francesco, Fratelli Tutti, con la volontà di riconoscere, apprezzare e amare ogni persona, indipendentemente dalla sua vicinanza fisica o dal suo paese di nascita o residenza. Nel contemplare le iniziative per finanziare una via d’uscita dalle crisi attuali, è imprescindibile tener conto dei bisogni dei poveri e degli affamati, molti dei quali hanno smesso di sognare una ripresa migliore. L’approccio da preferire punta alla resilienza trasformativa dei Paesi e dei popoli per far fronte alle proprie vulnerabilità.

2. Le complesse crisi sanitarie dovute alla pandemia, alla rapidità dei cambiamenti climatici, all’aumento della fame e della malnutrizione, nonché la mancanza di occupazione, soprattutto tra i giovani, ci chiedono di rivedere i concetti economici e sociali fondamentali che preoccupano la politica. Infatti, l’inazione potrebbe scatenare ulteriori conflitti e guerre. Inoltre, sono necessarie, sebbene non sufficienti, politiche economiche efficienti e adeguate: i problemi mondiali come le pandemie, il cambiamento climatico, la fame e la perdita di biodiversità richiedono, infatti, un’azione collettiva globale e questo vale anche per il finanziamento delle misure di superamento della crisi.

3. Per essere coerente, una agenda politica deve affrontare sia i problemi del debito dei Paesi in via di sviluppo, sia i finanziamenti per il clima per la trasformazione ecologica, sia le misure per sconfiggere il Covid19 e la fame. Sottolineiamo dunque la preoccupazione generale della mancanza di finanziamenti per i paesi in via di sviluppo e i mercati emergenti. Poiché la pandemia continua con gravi implicazioni economiche almeno per alcuni paesi in via di sviluppo e mercati emergenti, è ormai chiaro che la semplice sospensione del debito non basta: dovrà esserci una ristrutturazione di tale debito, a cui dovranno partecipare tutti i creditori. La ristrutturazione, infatti, dovrà essere completa, sufficiente a permettere un nuovo inizio e tempestiva.

4. I Paesi creditori possono dare un forte contributo per agevolare la partecipazione del settore privato, compreso il riconoscimento dei principi adottati dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2015 e la modifica delle disposizioni legali (come, ad esempio, gli interessi usurari prima del giudizio) che scoraggiano una rapida risoluzione. Avere dal Fondo Monetario Internazionale delle analisi di sostenibilità del debito (DSA) realistiche (com’è avvenuto nel caso dell’Argentina) può aiutare i creditori a capire i limiti delle possibilità di rimborso dei debitori. Va affrontato, inoltre, anche il problema delle agenzie di rating del credito.

5. Il riassetto della finanza è una questione urgente che richiede ai sistemi di contabilità finanziaria di considerare anche i parametri sociali e ambientali; gli investimenti a impatto sociale, infatti, devono diventare una prassi consolidata. Ancor oggi, si registra il valore di ciò che si estrae dalla natura, senza tener conto del degrado corrispondente. Di conseguenza, il vero costo del cibo e dell’energia non viene segnalato ai mercati. Per far sì che ciò avvenga, sono importanti le tre azioni seguenti: 1) Sostenere maggiormente le Istituzioni Finanziarie Multilaterali e le Banche di Sviluppo. È necessario, infatti, incoraggiare i fondi d’investimento etici e a impatto sociale che operano per la giustizia, la pace e l’integrità del creato. 2) Eliminare i paradisi fiscali e stabilire una tassazione unificata per le imprese a livello mondiale con tassi significativi. 3) Collegare tra loro in maniera significativa le conferenze globali del 2021 – Clima COP26, Vertice dei Sistemi Alimentari dell’ONU, Biodiversità COP15 – in modo da generare programmi chiari di azione e impegno.

6. Per ogni anno di mancata azione, aumenta l’urgenza di un’azione climatica più radicale. Per non deludere i propri cittadini a causa di concorrenza debole, crescita scarsa della produttività, disuguaglianze crescenti e degrado della democrazia, i Paesi devono cooperare per stabilire norme e standard, specialmente in campo finanziario, bancario e per quanto riguarda il regime commerciale internazionale. È fondamentale mobilitare i finanziamenti del settore pubblico e privato al fine di completare la transizione verso un’economia a emissioni zero di gas ad effetto serra (GHG) e di aiutare i Paesi vulnerabili a far fronte agli impatti del clima sulla salute dei cittadini. Inoltre, gli swap “debito contro natura”[1] possono conciliare le agende del clima e del debito.

7. Il prezzo mondiale del carbonio, che, se si considerano i costi diretti e indiretti degli effetti catastrofici del clima ipotizzati, andrebbe probabilmente aumentato rispetto al prezzo attualmente previsto dalla maggior parte dei governi e delle aziende, è, da solo, il meccanismo più potente per promuovere gli investimenti del settore privato nella mitigazione e nell’adattamento. Tuttavia, tale prezzo del carbonio deve essere determinato sulla base di misure fiscali e regolamentari e ogni significativo impatto negativo sui poveri, di tipo distributivo, dev’essere preso in debita considerazione.

8. È necessaria un’attenzione molto più incisiva a favore dei poveri e degli affamati, e più equa in rapporto alla salute e ai sistemi alimentari. Infatti, la percentuale di poveri collegata direttamente e indirettamente ai sistemi alimentari e all’agricoltura è rilevante. I sistemi alimentari generano un terzo dei gas serra e sono fondamentali anche per l’adattamento. Finora, la parte dei finanziamenti per il clima destinata alla mitigazione e all’adattamento dei sistemi alimentari è stata relativamente limitata, mentre i paesi a basso e medio reddito offrono grandi opportunità di investimento, per esempio nel ripristino delle terre degradate, nella ri-forestazione, nel contrasto al cambiamento di uso del suolo con effetti negativi sul clima, e nella catena del valore, riducendo spreco e perdita alimentare

9. Porre fine alla fame è possibile con adeguate riforme politiche e investimenti mirati, finanziati di pari passo al clima e alla ripartenza dopo il Covid19. Secondo ricerche attendibili il fabbisogno ammonta a ulteriori 39-50 miliardi di dollari l’anno per il prossimo decennio. Tale finanziamento può derivare da una combinazione di 1) raddoppio dell’assistenza ufficiale allo sviluppo (ODA) dedicata allo sviluppo agricolo e rurale e alla sicurezza alimentare e nutrizionale; 2) creazione di un “Fondo mondiale” per l’eliminazione definitiva della fame, come proposto anche da Papa Francesco; 3) nuovi finanziamenti con l’aumento previsto dei Diritti speciali di prelievo da parte del Fondo Monetario Internazionale che potrebbero facilitare i cosiddetti “End Hunger Bond” emessi dai Paesi. Il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale e le banche di sviluppo regionali sono di fatto idealmente posizionati per trovare e facilitare i migliori meccanismi di finanziamento al fine di assicurare questi investimenti. A questa iniziativa, che potrebbe essere lanciata al Vertice delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari del 2021, dovrebbero contribuire anche il settore privato e la filantropia organizzata.

10. Gli investimenti nella trasformazione ecologica costituiscono un’opportunità enorme in termini di crescita sostenibile e occupazione. Il mercato delle obbligazioni “verdi” è in rapida crescita. Nel dicembre 2020, il mercato dei green bond ha raggiunto il trilione di dollari in emissioni cumulative. Tuttavia, non esistono standard mondiali ben definiti di cosa costituisca una finanza climatica “verde”, e i rischi di greenwashing sono alti. Per mobilitare i finanziamenti per gli investimenti occorrono perciò forti incentivi basati su dati solidi. Infatti, sono proprio i dati e gli strumenti tecnologici a permettere tali investimenti.

11. È comprensibile che i governi vogliano coinvolgere più attivamente il settore privato nel finanziamento delle misure a favore del clima. Ciononostante, i governi devono ancora farsi carico di gran parte dei costi di mitigazione e adattamento al clima che valgono a mobilitare i finanziamenti. Infatti, il cambiamento climatico comporta molte esternalità ma i mercati non inviano segnali chiari; le azioni volontarie del settore privato, da sole, non saranno sufficienti.

12. Va inoltre sottolineato che la scienza e l’innovazione impiegate nel contrasto alle crisi climatiche e alimentari – soprattutto le bioscienze e le scienze della salute, le innovazioni digitali e le scienze sociali – hanno un ruolo chiave per la sostenibilità nell’Antropocene, ma gli investimenti scientifici sono troppo bassi e la condivisione della scienza a livello mondiale è troppo limitata. Inoltre, vi è un’enorme disuguaglianza tra Paesi per quanto riguarda sia gli investimenti nella scienza, sia la portata della stessa, con una minore capacità di risposta alle crisi nei Paesi a basso e medio reddito. La scienza sta svolgendo un ruolo fondamentale nell’affrontare le pandemie e nel predisporre meccanismi di risposta, compreso lo sviluppo di vaccini. È dunque fondamentale l’aumento della produzione e la condivisione equa dei vaccini a livello mondiale, perché la pandemia non è finita. Il cosiddetto Long Covid, cioè gli effetti a lungo termine del virus sulla salute, è un nuovo e preoccupante problema. Inoltre, l’efficacia di una campagna vaccinale dipende dalla sua universalità. Pertanto, è imperativo proporre che i vaccini anti Covid siano considerati un bene comune globale, con conseguenti implicazioni sul fronte della regolamentazione e dei sistemi di condivisione.

13. Una robusta ripresa economica mondiale richiede che la pandemia sia arginata ovunque. Infatti, nessun posto al mondo sarà al sicuro da questo flagello finché ogni luogo non sarà al sicuro e, a livello mondiale, non vi sarà una robusta ripresa fino a quando non vi sarà una forte ripresa ovunque. Tuttavia, questo non sarà possibile senza un maggiore spazio fiscale per i Paesi in via di sviluppo e i mercati emergenti, e senza la cancellazione del debito e una maggiore assistenza. Una misura urgente riguarda, ad esempio, i Diritti speciali di prelievo (DSP) inutilizzati, che andrebbero riciclati nei Paesi che ne hanno bisogno, non solo in quelli meno sviluppati, ma anche nei mercati emergenti, se necessario.

14. Come sottolineato dalle PAS e PASS nella loro dichiarazione congiunta del 2020, proprio all’inizio della pandemia di Covid19, per far fronte alle sfide dell’Antropocene è necessaria una profonda revisione della visione del mondo, degli stili di vita e delle valutazioni economiche a breve termine. Infatti, e questo appello va ulteriormente enfatizzato, la sopravvivenza richiede una società più responsabile, più condivisa, più egualitaria, più attenta e più giusta e lo sviluppo umano integrale va inteso come trasformazione, in quanto punta a migliorare la vita delle persone aumentandone le capacità. Come sottolineato da Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Si’, l’obiettivo finale dello sviluppo umano integrale è proprio quello di permettere che le persone siano sempre di più artefici della propria vita.

Rapporto firmato da
 

  • Stefano Zamagni, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali (PASS)
  • Joachim von Braun, Presidente della Pontificia Accademia delle Scienze (PAS)
  • Mons. Marcelo Sánchez Sorondo, Cancelliere della PAS/PASS
 

[1] NdT: Gli swap debito contro natura sono transazioni finanziarie in cui una parte del debito estero di una nazione in via di sviluppo viene condonata in cambio di investimenti locali in misure di conservazione ambientale. Scambio debito contro natura - https://it.xcv.wiki/wiki/Debt-for-nature_swap

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