Dichiarazione finale del Summit delle giudici africane su tratta di persone e crimine organizzato

africanjudges2018

Casina Pio IV, Città del Vaticano,

12-13 dicembre 2018

 

La tratta e il traffico di persone sono due aspetti dello stesso crimine transnazionale e mondiale, generati dal crimine organizzato. Non esitiamo a definirlo crimine contro l'umanità. 

L'ONU ha compreso, tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, il target 8.7 che recita: "Adottare misure immediate ed efficaci per eliminare il lavoro forzato, porre fine alla schiavitù moderna e al traffico di esseri umani e assicurare la proibizione e l'eliminazione delle peggiori forme di lavoro minorile, incluso il reclutamento e l'impiego di bambini-soldato, e, entro il 2025, porre fine al lavoro minorile in tutte le sue forme".

Il continente africano, e soprattutto l'Africa subsahariana, è particolarmente colpita da questo crimine. La povertà, l'indigenza, la mancanza di istruzione, l'ignoranza, la mancanza di opportunità di impiego, la discriminazione sessuale e l'esclusione sociale sofferti da milioni di persone, così come lo sguardo indifferente o complice dei governi e della comunità internazionale, continuano ad aggravare questa situazione. Perciò, Papa Francesco, Papa Benedetto XVI e altri leader religiosi hanno descritto la tratta come la peggiore forma di esclusione e la dimostrazione della "globalizzazione dell'indifferenza". 

La tratta di persone si manifesta attraverso lo sfruttamento sessuale e riproduttivo, lo sfruttamento del lavoro (agricolo o in fabbriche medio-piccole dove si producono capi di grandi marchi internazionali), la pornografia infantile, il traffico di organi, i matrimoni forzati e il lavoro schiavo.

Coloro che commettono questi crimini spietati violano la dignità e l'integrità inalienabile di altre persone, sfruttando situazioni di alta vulnerabilità. Le concepiscono come "strumenti" per soddisfare i propri desideri e, di consequenza, le ritengono "scartabili". 

In questo senso, Sua Santità Papa Francesco ha affermato che "La nostra società è purtroppo inquinata dalla cultura dello 'scarto', che è il contrario della cultura dell’accoglienza. E le vittime della cultura dello scarto sono proprio le persone più deboli, più fragili; e questa è una crudeltà" (29 luglio 2016, Visita a Cracovia).

E' assolutamente necessario, quindi, che gli Stati si impegnino seriamente per combattere questo crimine contro l'umanità in modo coordinato e che eliminino la corruzione e la complicità dai poteri statali, rafforzando l'indipendenza della magistratura, in modo che i giudici possano decidere senza essere sottoposti a pressione e che i procuratori possano condurre investigazioni senza ostacoli.

Insistiamo sulla necessità che gli Stati creino un fondo per risarcire le vittime con denaro e beni confiscati ai trafficanti, in modo da fornire loro un alloggio, i mezzi e le opportunità di condurre una vita dignitosa.

Per fare in modo che ognuno di noi possa dare il proprio contributo al fine di eliminare questi flagelli inammissibili, noi giudici e procuratrici africane, partecipanti al Summit delle giudici e procuratrici africane contro la tratta di persone e il crimine organizzato, chiediamo misure legislative, politiche e giudiziali concrete ed efficaci che possano contribuire a prevenire, punire ed eliminare la tratta di persone. Allo stesso tempo, rinnoviamo il nostro impegno a utilizzare le nostre competenze in qualità di ufficiali giudiziari per promuovere provvedimenti che possano garantire alle vittime di tratta un posto a pieno titolo nella società e una vita dignitosa.

Provvedimenti legislativi e legali

Per poter combattere la tratta di persone sottolieamo la necessità di leggi agili e universali volte ad una prevenzione efficace della tratta di persone; investigazioni approfondite e professionali di tali crimini; procedimenti giusti per crimini di tratta basati su prove forti, credibili e affidabili; e giudizi fondati su ragionamenti giuridici solidi e, ove appropriato, innovativi che assicurino il diritto ad un processo giusto per l'imputato, i diritti delle vittime e riconoscano la natura grave di questo crimine che potrebbe trattarsi di crimine contro l'umanità.

Auspichiamo a garantire alle vittime l'accesso gratuito alla giustizia, adottando misure che prevengano la loro re-vittimizzazione, riconoscano i loro diritti (politici, sociali ed economici), restituiscano loro la libertà e la dignità, restituendo loro un senso di leggitimità insieme con gli strumenti per raggiungere l'indipendenza economica e il risarcimento completo del danno.

Supportiamo revisioni della legislazione esistente e misure legali che possano:

  • Attuare nella legislazione nazionale tutte le convenzioni regionali e internazionali sulla tratta di esseri umani;
  • Attuare leggi specifiche che si occupino del divieto del traffico di organi;
  • Fornire un programma di assistenza legale pro bono/gratuito per le vittime della tratta di esseri umani, nonché per quelle accusate di tratta di esseri umani che non possono permettersi una difesa;
  • Fornire riparazione alle vittime della tratta di esseri umani, inclusi premi in denaro, accesso all’istruzione, alloggio, consulenza psicosociale, cure mediche, indipendenza economica;
  • Creare case sicure per le vittime;
  • Crea uno speciale fondo di risarcimento per le vittime;
  • Creare un registro comune nazionale e internazionale degli autori di reato (INTERPOL);
  • In tribunale, misure procedurali innovative che proteggano le vittime, limitando la possibilità di nuovi traumi per le persone che hanno già sofferto così tanto. Tali misure potrebbero includere: consentire l’ammissibilità di dichiarazioni audio o video registrate delle vittime, testimoniare sotto uno pseudonimo, testimoniare da dietro una tenda, rendere l’aula a misura di vittima ecc.;
  • Creare incentivi affinché le vittime si esprimano e si facciano avanti, anche nelle leggi sull’immigrazione;
  • Creare e promuovere misure di cooperazione nazionale, internazionale e regionale che consentano una maggiore condivisione di informazioni, esperienze e competenze;
  • Promuovere indagini guidate da procedimenti giudiziari in grado di rispondere alle complessità del crimine di tratta di esseri umani;
  • Sviluppare e condividere linee guida per attori statali giudiziari, frontalieri e investigativi e attori della società civile per promuovere e favorire le migliori pratiche nelle indagini e nei procedimenti penali;
  • Creare unità speciali (indagini, azioni penali);
  • Creare tribunali speciali per affrontare la tratta di esseri umani;
  • Condurre processi veloci;
  • Integrare una prospettiva di genere tra tutti gli attori giudiziari e investigativi che si occupano di questi crimini;
  •  Emettere sentenze che condannino coloro che vengono giudicati colpevoli, data la gravità di questo crimine e le conseguenze per le vittime;
  • Sviluppare protocolli di condanna per questi crimini;
  • Effettuare ordini per garantire che i beni dell'imputato siano congelati e confiscati, e ordini per fornire risarcimenti alle vittime;
  • Dirigere i proventi di reato confiscati verso il trattamento e il recupero delle vittime, per campagne di sensibilizzazione sociale e per la formazione e il perfezionamento degli ufficiali giudiziari e di polizia, al fine di combattere questi crimini in modo più efficiente ed efficace.

Politica sociale / istruzione

  • Incoraggiare campagne creative per aumentare la consapevolezza dell’orrore sofferto da molte persone che vengono contrabbandate o trafficate dall’Africa, specialmente verso l’Europa e il Medio Oriente, sotto forma di drammi radiofonici, fumetti, riunioni in municipio;
  • Fornire corsi di formazione per polizia, pubblici ministeri e giudici coinvolti nella lotta alla tratta di esseri umani;
  • Sensibilizzare e aumentare la conoscenza tra gli altri partner che possono aiutare nella lotta contro la tratta di esseri umani, compresi i dipendenti nelle stazioni ferroviarie e degli autobus, e negli aeroporti;
  • Promuovere un ambiente sensibile al genere;
  • Raccogliere dati rilevanti sui casi, inclusi procedimenti giudiziari e condanne

È essenziale prevenire questo crimine che deruba la vita di migliaia di esseri umani in tutto il mondo e il futuro di interi popoli. Per questo motivo raccomandiamo l’adozione del “Modello Nordico”, che è già stato implementato con successo in diversi paesi, nel progettare programmi di lotta alla prostituzione, che consideriamo un crimine contro l’umanità.

 

FIRMATARIE

Susana Medina, Argentina
Binta Nyako, Nigeria
Hannah Okwengu, Kenya
Ayesha Malik, Pakistan
Helen Moronkenji Ogunwumiju, Nigeria
Roselyn Naliaka Nambuye, Kenya
Angela C. M. Rodrigues, Cape Verde
Maureen Adaobi Onyetenu, Nigeria
Vivian M. Solomon, Sierra Leone
Misitura Omodere Bolaji-Yusuff, Nigeria
Cecilia M. A. Olatoregun, Nigeria
Roydah Kaoma, Zambia
Anessie Banda-Bobo, Zambia
Birtukan Ayele Baza, Ethiopia
Sylvia Munyinya Okoh, Zambia
Mary Abounu Azumi, Nigeria
Ann Claire Williams, USA
Halima Mohammed, Nigeria
Anwuri Chikere, Nigeria
Ngozi Priscilla Emehelu, Nigeria
Luisa Dionisia Fernandes Chimbila Quinta, Angola
Priscilla Israel, Botswana
Mariama Owusu, Ghana
Agnes Murgor, Kenya
Elizabeth Macharia Mokobi, Botswana
Motlhalefi Baipaakanyi, Botswana
Sedina Agbemava, Ghana
Vicky Nabisenke, Uganda
Aubierge Olivia L. Hungbo Kploca, Benin
Sana Soltani, Tunisia
Anita Nyanjong, Kenya
Vitalina do Carmo Papadakis, Mozambique
Kankou Sangare, Mali
Hellen Onkwani, Kenya
Salima Rouhi, Morocco
Christine Njagi, Kenya
Feten Chakroun, Tunisia
Fiona Atupe Mwale, Malawi
Mary Dominica Kachale, Malawi
Ayaba Claire Houngan Ayemonna, Benin
Albert Phikani, Malawi
Jacqueline Joas ­Rugemalila, Tanzania
Afef Chaabane, Tunisia
Zione Ntaba, Malawi
Sophia Adelaide Wambura, Tanzania
Sr Eugenia Bonetti, Slaves no more, Italy

Collegamenti

Summit delle giudici africane

Vertice dei giudici delle donne africane sulla tratta di esseri umani e la criminalità... Continua